Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla proroga fino a settembre del concordato preventivo biennale per il biennio 2025-2026.
La misura, volta a garantire maggiore stabilità fiscale per le partite IVA e le imprese, introduce importanti modifiche alle aliquote applicate. In particolare, per i redditi incrementali superiori alla soglia di 85.000 euro, è previsto un aumento dell’imposizione fiscale:
– Per i contribuenti soggetti all’Irpef, l’imposta sostitutiva sale al 43%.
– Per i soggetti Ires, l’aliquota applicata sarà del 24%.
Una novità rilevante riguarda l’ampliamento della platea dei potenziali aderenti. Anche i professionisti associati e i soci di società tra professionisti potranno accedere al concordato, ma a una condizione: l’adesione deve avvenire congiuntamente da parte di tutti i soggetti collettivi coinvolti.
Restano invece esclusi dal beneficio i contribuenti che operano in regime forfettario, che quindi non potranno avvalersi di questa opportunità.